Per la giornata delle Mitzvot - 9 Dicembre 2018

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Per la giornata delle Mitzvot (9 Dicembre 2018) di Beth Shalom, siamo andati a fare una gioiosa visita alla Residenza Arzaga, casa di riposo per anziani della comunità ebraica di Milano.
Abbiamo portato i biglietti di Chanukkà realizzati dai nostri ragazzi, sufganiyot e dolci. 
E tutto questo ha portato luminosi sorrisi sui visi dei residenti.

Si ringraziano tutti i membri di Beth Shalom che hanno contribuito con il loro generoso sostegno.

Soup Shabbat - Tzedakà - Centro Sant’Antonio, Milano

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Il 17 Novembre Beth Shalom ha organizzato “Soup Shabbat”, un evento che ha ottenuto un grande successo nel quale si è raccolta tzedakà per il Centro Sant’Antonio (CSA).

Grazie al costante impegno di Frate Carlo, il Centro Sant’Antonio fornisce ai bisognosi pasti caldi, docce e vestiti. Il generoso contributo di 200 euro raccolto dalla nostra congregazione sarà usato per acquistare sacchi a pelo per i senzatetto, in modo che possano stare al caldo questo inverno. Il CSA è anche alla ricerca di donazioni di sacchi a pelo usati in buono stato. Se ne avete potete donarli per una buona causa!

“Soup Shabbat” di Beth Shalom è un esempio del nostro continuo impegno nell’esprimere il nostro ebraismo attraverso la mitzvà del tikkun olam (riparare il mondo).

Si ringraziano tutti i membri di Beth Shalom che hanno contribuito con il loro generoso sostegno.

UNA MATTINA, TRE MITZVOT 

17 NOVEMBRE 2018

UNO SHABBAT MOLTO SPECIALE 

PRESSO LA RESIDENZA DELLA CONGREGAZIONE

POTRETE PARTECIPARE ALLE SEGUENTI ATTIVITÀ: 

STUDIO DI TORÀ ALLE 9:30 CON LA PARASHAT VAYETZEI E LA STORIA DELLA SCALA DI GIACOBBE. 

FUNZIONE MATTUTINA DI SHABBAT ALLE 10:30

PRANZO DI SHABBAT ALLE 12:30

DATO L’IMPEGNO DI TIKKUN OLAM DA PARTE DI BETH SHALOM, RABBI DAVID E DAVID Z. CI OFFRIRANNO DELLA ZUPPA E DELLA CHALLAH PER PRANZO, CHE SI TERRÀ DOPO LA FUNZIONE. VI CHIEDIAMO DI DONARE COSA AVRESTE SPESO SE FOSTE USCITI A PRANZO O COMUNQUE DI FARE UNA LIBERA OFFERTA.

IN QUESTO MODO LA NOSTRA TZEDDAKÀ VERRÀ DONATA A BETH SHALOM PER UNA GIUSTA CAUSA.

CANTIAMO: AL SHLOSHA D'VARIM, IL MONDO È SOSTENUTO DA TRE COSE: LA TORAH, LA PREGHIERA E GLI ATTI DI AMORE.

UNITEVI A NOI IL 17 NOVEMBRE IN MODO DA POTER TRASFORMARE QUESTE PAROLE IN AZIONI.

AVRETE LA POSSIBILITÀ DI VEDERE TRE MITZVOT IN ATTO IN UNA SOLA MATTINA.

SAREBBE D'AIUTO FARCI SAPERE QUANTI DI VOI PARTECIPERANNO, IN MODO CHE I NOSTRI CHEF POSSANO SAPERE QUANTA ZUPPA PREPARARE.

RSVP TRAMITE EMAIL:

BETHSHALOM.MILANO@GMAIL.COM

Esperienza estiva di Aryè al Camp Hess Kramer a Malibù

Quest’estate ho avuto un’esperienza che per alcune persone potrà essere normale, ma per me è stata una cosa veramente speciale.

Quando sono atterrato all’aeroporto di Los Angeles c’erano tre ragazzi ad aspettare il mio arrivo, Ezra, Matthew e Noam; Ezra e Matthew erano tra gli istruttori della “leadership” (programma per i ragazzi della mia età).

All’uscita dell’aeroporto, a prenderci con l’auto, c’era Rachel, la mamma di Ezra.

Sono stato con Rachel e la sua famiglia per tre giorni.

In quei giorni sono andato al LACMA (Los Angeles County Museum of Art), a Hollywood,  al museo delle cere, al Chinese Theatre, al museo delle auto (Petersen Automotive Museum).

Il giorno prima che il campo iniziasse, sono andato con Ben, il marito di Rachel, a Beverly Hills ad incontrare David, che era nel programma “leadership” con me e mi ha spiegato che cosa avremmo fatto al campo.

Prima di andare al campo, Ezra mi ha presentato a tutti nella “leadership”. Al campo, ogni mattina alzavamo la bandiera americana e israeliana, mi piaceva molto, e qualche giorno prima della fine del campo mi hanno invitato ad alzare la bandiera degli Stati Uniti.

Ogni giorno, prima di cena, c’era la funzione e avevamo la preghiera prima e dopo ogni pasto. Ogni giorno avevamo due attività sportive da svolgere a scelta, e dopo due settimane bisognava sceglierne altre due. Io ho scelto flag football e cucina, e le due settimane seguenti flag football e tiro con l’arco.

 

Shabbat

Il venerdì sera, le ragazze indossavano un vestito bianco e i ragazzi una camicia bianca.

Dopo cena tutti i campeggiatori e gli istruttori andavano nella sala da ballo, dove formavamo un grande cerchio, e quando iniziava la musica tutti cominciavamo a saltare e cantare, più tardi andavamo all’aperto dove ballavamo danze israeliane.

Sono diventato famoso nel campo perché ero il primo italiano nella “leadership” e tante persone venivano a conoscermi.

Nella “leadership”,  qualcuno aveva un fratello più piccolo, e mi presentavano con:

“È l’italiano”.

Rick è venuto a prendermi al campeggio e sono stato con lui per tre giorni. Il primo giorno sono andato in spiaggia a Malibù, dove ho incontrato Sandy, la moglie di Rick.

Il secondo giorno sono andato agli Universal Studios, e l’ultimo giorno sono andato a Venice beach e a piedi a Santa Monica beach, sono stati giorni molto speciali. Ricorderò sempre questa esperienza, perché è stata la mia prima volta al campo, e tutti mi hanno accolto come un fratello, un membro della famiglia, e un’altra cosa che mi è piaciuta del campo erano tutte le preghiere che cantavamo.

 Sono veramente felice di aver vissuto questa esperienza.

Ringrazio Rick e Sandy per avermi ospitato a casa loro.

Grazie a Rabbi Goor per tutto il tempo prezioso che ha impiegato per aiutarmi a programmare quest’estate fantastica, perché senza di lui questo non sarebbe stato possibile.

Grazie a David e Carol Ross, Carey Bernitz, Rabbi Whiman e David Zucker e grazie a Rachel Andres e alla sua bella famiglia.

Grazie per questa esperienza meravigliosa e grazie a tutti per averla resa possibile.

Aryè C.

Una risposta alla tragedia di Pittsburgh

Noi della Congregazione Beth Shalom siamo profondamente scioccati e rattristati dalla tragica sparatoria avvenuta presso la Congregazione Tree of Life di Pittsburgh negli Stati Uniti.
Preghiamo per le anime di coloro che si erano recati alla sinagoga per Shabbat e che hanno perso la vita semplicemente perché erano ebrei.
Preghiamo per le famiglie delle vittime, affinché possano trovare forza in questo momento di dolore così profondo. Preghiamo per coloro che sono stati feriti. 
Che Dio sia con loro e con chi piange insieme a loro.
La tragedia che tocca una delle nostre congregazioni le tocca tutte.
Possa l'odio cessare nel mondo, rapidamente e nel nostro tempo.
Continueremo a reagire a questo insensato atto d'odio con atti di bontà e pace.


Rabbi David Whiman

Yom Kippur mattina, 5779/2018

da Rabbi Donald Goor

IL Sionismo E’ Un Ideale Infinito

Deve essere sincereo-ho avuto difficoltà mentre mi preparavo per oggi. Io ed Evan siamo felicissimi con le nostre vite- é fantastico poter lavorare part time, vivere in un appartamento che abbiamo aiutato a strutturare e che é stato rimodellato per noi, il poter viaggiare molto, poter servire questa congregazione a Milanoe vivere il nostro sogno. Niente di cui lamentarsi. Abbiamo una belissima vita. Ma quando mi guardo in giro e vedo ciò che sta succendo nel paese in cui amo, Israele, divento sempre più triste.  Quindi oggi voglio essere onesto con voi-brutalmente onesto. Voglio condividere i miei pensieri ed i miei sentimenti per cosi sfidare voi a pensare diversamente per ciò che riguarda Israele. 

Voglio inziare con un’importante enunciato. So un sionista convinto. Sono preoccupato per quanto riguarda l’esistenza d’Israele. La terra e la gente d’Israele sono fondamentali alla mia identità. Amo Israele. E questo é ciò che voglio per voi. Di essere sionisti convinti.  Ma più di questo essere sionisti introspettivi. 

Sono anche un sionisa preoccupato e spaventato. L’Israele che io amo sta affrontando il viaggio per diventare uno stato moderno che é in antitesi con i miei valori, quali il pluralismo, la democrazia e l’ebraismo. 

Sono cresciuto amando Israele, fiero di questo paese. Mi ricordo che durante la scuola domenicale mentre facevo girare quella piccola scatola blu-la stessa scatola blu che mia nonna metteva vicino alle sue candele di Shabbat.  Mi é stato insegnato un sionismo che si trova in quella scatola blu. Insieme costruiremo uno stato. Renderemo vere le nostre antiche preghiere ed aspirazioni. Renderemo sicuri i suoi confini. Raccoglieremo gli esiliati, dall’Europa, il Medio Oriente, lo Yemen, la Persia e l’Etiopia. Creare un’economia fiorente. Le arance Jaffa – e ora Waze – alta tecnologia.  70 anni di fierezza. Costruiremo un moderno giardino del Eden. Hatikvah. Realizzeremo il nostro sogno. Torneremo a casa. 

“E noi…  anche dopo 70 anni…non ci siamo arrivati. Non siamo ancora a casa. L’Israele é stata costruita in modo che gli ebrei, che non si sono mai davvero sentiti a casa nel mondo, avrebbe avuto finalmente una casa. Ora, 70 anni dopo, la forte Israele, sarà anche una fortezza, ma non é una casa.

…Quando il governo Israeliano tenta di improvvisare accordi dubbiosi con l’Uganda ed il Rwanda, ed é pronta a mettere a repentaglio le vite di migliaia di rifugiati espellendoli verso l’incognito-Israele non é una casa.

E quando il primo ministro diffama ed incita la mancanza di respetto verso organizzaioni umanitarie, e quando cerca di trovare modi per promulgare leggi senza il consenso della corte di giustizia,  e quando vengono costantemente sfidate la democrazia e le corti, Isarele diventa sempre una casa-per tutti.

Quando Israele ignora e discrimina contro quei membri che vivono nelle frange della società, quando abbandona e continuamente indebolisce i residenti della parte meridionale di Tel Aviv;  quando dimostra di avere un cuore di pietra verso i deboli e coloro che non hanno voce- sopravissuti all’olocausto, i bisognosi, le famiglia con un solo genitore, gli anziani, pensioni per bambini che sono stati portati via dalle loro case e gli ospedali in frantumi-e sempre meno una casa. E’ una casa disfunzionale.

[ Quando Israele passa delle leggi contro la communità LGBT community, é molto lontana dall’essere casa nostra)

 E quando [ via passata una legge di stato] che ignora e discrimina contro i  1.5 millioni di cittadini palestinesi d’Israel, mettendo al bando la possibilità che possano vivere in questo paese- e sempre meno una casa- per sia la minoranza che la maggioranza.

E quando Israel arresta un rabbino per aver cerimoniato un matrimonio...nega un posto al  Kotel in modo che noi possiamo pregare, quando Israele, porta via l’anima ebraica di millioni di ebrei riformati e conservtori-ancora una volta. É sempre meno una casa” (David Grossman)

Questa non l’Israele a cui miravo io quando misi i miei risparmi in quella piccola scatola blu, nemmeno quella che s’immaginava mia nonna quando inziò a metttere via spiccioli nella sua scatola blu. Questa non é l’Israele che s’immaginava  quando firmò il trattato d’indipendenza. Non é l’Israele che conobbi da bambino o quando ne divenni cittadino.  Questo non é un sionismo di cui posso andare fiero. 

La nostra sfida di oggi non é di creare o difendere uno stato. La nostra sfida oggi é di mantenere uno stato sicuro che vive secondo i valori ebraici. Sono preoccupato che siamo troppo occupati a preoccuparci nel difendere uno stai che anche noi troveremo discutibile.  Vogliamo davvero una terra ebraica sicura che troviamo discutibile e che vede anche noi come persone discutibili? 

Sono un sionista fiero ma anche introspettivo. E giunta l’ora di alzare le nostre voci e creare un sionismo per oggi. 

Io immagino un sionismo basato su un rapporto serio fra Israele e la diaspora, su un scambio salutare di idee e valori. Israele ci offre una forza d’identità, un vero e proprio ebraismo.  Offrire un ebraismo pluralista, egalitario basato su profondi valori ebraici. 


Per essere un sionista moderno ci sono cose che dobbiamo fare : 1.  Ci deve importare, so non ci importa in maniera profonda e attiva-presto avremo un’Israele che non potremo più supportare. 2.  Dobbiamo far sentire le nostre voci. In quanto ebrei abbiamo una voce-una voce autentica e cruciale che si basa su valori ebraici autentici. 3.  Investire in ciò che crediamo. Perché doniamo ad organizzazioni che non crede negli stessi valori in cui crediamo noi? Prima di dare il proprio sostegno monetario ad un organizzaione in Israel ci dobbiamo chiedere :  Hanno parlato di pluralismo, sui diritti delle minore, su valori democratici?.  Sostenete il movimento Reform in Israele. Unitevi ad una congregazione reform in quanto membro straniero. Sostenete il Israel Religious Action Center –IRAC – il centro del movimento Reform che lotta per il diritto di pregare al kotel. Lotta contro il razzismo.Lotta per i diritti per le donne. Sostenete il New Israel Fund, un organizzazione che sostiene a sua volte aziende non profit in Israele che lottano per la democrazia, i diritti per le minoranza, che si prende cura della qualità dell stato che amiamo. Sostenete organizzazioni come le scuole  Yad B’yad  dove studenti Israeliani ed Arabi imparano insieme. Sostenete lo Shutaf – una piccola organizzaione, io faccio parte del loro comitato-che sostiene programmi scolastici e di campeggio per ebrei ed arabi–  che soffrono di problemi fisici. 

Questi punti non sono una ricchezza, sono una necessità, e c’é n’é bisogno adesso. Il tempo sta scadendo. Il nostro sionismo deve essere appassionato-e deve essere introspettivo. Non é questione di vedere gli errori e le qualità di Israele, é questione d’immaginazione. Ciò che é importante é immaginare e lavorare per creare l’Israele che può é dovrebbe essere. 

Il sionismo della scatola blu é passato- abbiamo uno stato moderno e sicuro. Noi dobbiamo creare il sionismo di oggi. Va oltre il difendere uno stato, é questione di qualità dello stato. Il sionismo di oggi ci chiama a sostenere la democrazia, avere il pluralismo, i diritti per le minoranze etniche e combattere contro il razzismo. 

“Israele é un dolore per noi. Perché non é ancora la casa che vogliamo che sia.Riconosciamo le grandi e bellissime cose che ci sono successe, il fatto di avere uno stato...Ma dobbiamo anche riconoscere il dolore della sue distorsione..”

Theodor Herzl era uno vero e proprio profeta moderno. Guardava oltre la sua creazione. Fu capace di parlare a più generzioni quando disse “ Una volta consideravo il sionismo come un ideale infinto...dato che non sarebbe mai cessato ad essere un ideale anche un volta ottenuta la nostra terra, la terra d’Israele. Perché il sionismo...rappresenta non solo la speranza di una terra nativa sicura per la nostra gente...ma anche l’aspirazione di raggiungere la perfezione morale e spirituale. 

Sionismo. Perfezione morale e spirituale. Questa perfezione morale e spirituale é nelle nostre mani. La visione é chiara. La sfida é ovvia. Agire é necessario e deve essere ora. 

“…”  David Grossman mentre parlava durante l’evento :  Giorno Della Memoria Alternativa a Tel Aviv, 17 Aprile, 2018.Ofer Vaknin

Report: Giornata della Mitzvà

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David Resnick, age 15:

Last week, we spent time with some homeless people. We went because it was Mitzvah day, meaning that the goal was to do an act of kindness. At first when I saw the amici of Centro Sant’Antonio, I’ll be honest, I was a little afraid. But then, as I started talking to them and got to know them, I realized that they were all really nice people who just wanted some company. I think I understand how they feel a little bit about being alone. I go to an Italian public school and during the day I don’t talk to many people because I don’t want to mess up in Italian. It can be lonely sometimes. Luckily, I have a friend who speaks English, so I am never completely alone, plus my Italian is getting better. The amici spend a lot of time alone, and probably have probably felt left out for many years. Think about it - nobody really talks to them when we pass them on the sidewalk, or on the metro. That is why the Centro Sant’Antonio is so important for them. Not only can they can get a nutritious meal and clothing there, it’s a place where they feel included. When all of the amici were sharing their stories with us, one of them cried as she was telling us about herself because she was so happy and moved that people were listening to her story, and that she found a place where people cared about her. After they shared their stories, we ate the snacks that we brought for them. My mom even made Nestle Tollhouse chocolate chip cookies, which was something they had never tried before. After that, we talked for a little bit longer and then we left. I won’t forget this experience and the next time I see a homeless person, I won’t just look away from them and try to avoid them. I hope that next time more kids from Beth Shalom can come because I think that when kids at my age do these kind of Mitzvot, we get to see a different side of the place where we live and the people who live in our city.

Rabbi Whiman e l’identità Reform

Tutte le forme di Ebraismo hanno certe cose in commune:

  • L’esistenza di un creatore
  • Un collegamento costante tra il creatore ed il creato
  • L’idea che vi e’ un senso all vita e lo stile in cui viene vissuta
  • Tutte le forme di Ebraismo condividono una serie di scritture ritenute sacre

Tutte le forme di Ebraismo hanno in commune un rapporto con la storia passata e presente con lo stato Israeliano

Secondo Gli Ortodossi L’Ebraismo e’ un credo che che nel corso della sua storia e’ rimasto invariato e deve rimanere tale.

Secondo I Liberali, L’Ebraismo e’ un credo che e’ in costante evoluzione e che si e’ adattato alle circostanze della storia ebraica in quel momento.

Secondo Gli Ortodossi, il proprio stile di vita e’ dettato dai precetti della Halacha, considerato.

Il volere del creatore dalle autorità’ riconosciute.

Secondo L’ebraismo Liberale, lo stile di vita e’ dettato dai requisiti etici e i rituali tradizionali presenti nel contesto del vivere attuale e secondo la ragione umana.

La Halacha crea i confini entro i quali lo stile di vita Ebraico e l’identità ortodossa vengono affermate attraverso la partecipazione in communita’ obbligate.

La tradizione Ebraica stabilisce i confini dello stile di vita ebraico e l’identità Reform attraverso la partecipazione in communita’ che portano un significato.

Mazaltov ai fratelli Catucci!

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Buongiorno gentili Signore e signori,
è con grande piacere che vi do il benvenuto ai Bar Mitzvahs di Gad, David e Aryè Catucci, con un benvenuto speciale ai parenti della famiglia Catucci, a Nonna Luigina, la mamma di Roberto, che ha fatto un lungo
viaggio per partecipare alla gioia dei suoi nipoti, a Nonna Angela, madre di Rachele, a Corrado, zio dei
ragazzi, e a sua figlia Alessia.
Mi ricordo un Shabbat di circa 5 anni fa quando ho incontrato la famiglia Catucci per la prima volta. Venne da me un signore distinto, seguito da 3 bambini timidi e ben vestiti. Dopo le presentazioni si sedettero a pregare con noi. Da quel giorno non ricordo servizio o evento al quale la famiglia Catucci non abbia partecipato. Dopo un anno circa, Roberto e la sua adorabile moglie Rachele espressero il desiderio di convertirsi al Giudaismo. Dopo un anno di studi intensi con il nostro rabbino Leigh Lerner, nel 2015 tutti i componenti della famiglia Catucci si recarono a Firenze, dove furono convertiti dal Beit Din. Ricordo le lacrime di gioia di Rachele per aver visto finalmente realizzato quello che aveva a lungo desiderato.
La famiglia Catucci è un esempio per tutti noi. Roberto e Rachele sono membri di spicco della Comunità Ebraica e siamo orgogliosi di averli nella nostra famiglia di Beth Shalom. I loro figli hanno un comportamento inappuntabile e sono tra i ragazzi più gentili e collaborativi che io abbia mai incontrato.
Lasciatemi allora dire, cari Gad, David e Aryè, che la giornata di oggi non è solo quella dei vostri Bar Mitzvahs, ma anche la giornata della vostra famiglia, degli amici e della comunità. E’ quella dei loro sogni e delle loro speranze. E’ quella delle tradizioni e dei valori che si tramandano negli anni, tradizioni e valori ai quali oggi vi unite, in questo tempio luogo di riti e preghiere. E’ la vostra occasione di essere attorniati dalla felicità della vostra famiglia, degli amici e della comunità. Siamo tutti qui per testimoniare e celebrare questo evento con voi, che rappresentate la nostra fede in D-o, le nostre speranze e i nostri sogni. Voi siete la promessa. Vi guardiamo abbracciare la Torah, la pietra d’angolo della nostra fede, con gioia e conforto, sapendo che lotterete per vivere con i valori che essa ci insegna.
Noi di Beth Shalom vi abbiamo visti crescere da bambini a giovani uomini sotto la devota guida spirituale Rabbi Whiman, che vi ha infuso l’amore per l’Ebraismo, preparandovi instancabilmente al vostro grande giorno, senza perdere mai il suo delizioso senso dell’umorismo.
Vi ricordo da bambini, sempre con il sorriso e potrei aggiungere con baci per tutti, aiutarmi a distribuire libri, vino e “challot”. Oggi, secondo la legge ebraica, lasciate la fanciullezza per diventare uomini, non più bambini quindi, ma giovani adulti. Siate sempre benedetti e possiate voi crescere sempre più forti.
Mazaltov e L’Chaim!