Report: Giornata della Mitzvà

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David Resnick, age 15:

Last week, we spent time with some homeless people. We went because it was Mitzvah day, meaning that the goal was to do an act of kindness. At first when I saw the amici of Centro Sant’Antonio, I’ll be honest, I was a little afraid. But then, as I started talking to them and got to know them, I realized that they were all really nice people who just wanted some company. I think I understand how they feel a little bit about being alone. I go to an Italian public school and during the day I don’t talk to many people because I don’t want to mess up in Italian. It can be lonely sometimes. Luckily, I have a friend who speaks English, so I am never completely alone, plus my Italian is getting better. The amici spend a lot of time alone, and probably have probably felt left out for many years. Think about it - nobody really talks to them when we pass them on the sidewalk, or on the metro. That is why the Centro Sant’Antonio is so important for them. Not only can they can get a nutritious meal and clothing there, it’s a place where they feel included. When all of the amici were sharing their stories with us, one of them cried as she was telling us about herself because she was so happy and moved that people were listening to her story, and that she found a place where people cared about her. After they shared their stories, we ate the snacks that we brought for them. My mom even made Nestle Tollhouse chocolate chip cookies, which was something they had never tried before. After that, we talked for a little bit longer and then we left. I won’t forget this experience and the next time I see a homeless person, I won’t just look away from them and try to avoid them. I hope that next time more kids from Beth Shalom can come because I think that when kids at my age do these kind of Mitzvot, we get to see a different side of the place where we live and the people who live in our city.

Rabbi Whiman e l’identità Reform

Tutte le forme di Ebraismo hanno certe cose in commune:

  • L’esistenza di un creatore
  • Un collegamento costante tra il creatore ed il creato
  • L’idea che vi e’ un senso all vita e lo stile in cui viene vissuta
  • Tutte le forme di Ebraismo condividono una serie di scritture ritenute sacre

Tutte le forme di Ebraismo hanno in commune un rapporto con la storia passata e presente con lo stato Israeliano

Secondo Gli Ortodossi L’Ebraismo e’ un credo che che nel corso della sua storia e’ rimasto invariato e deve rimanere tale.

Secondo I Liberali, L’Ebraismo e’ un credo che e’ in costante evoluzione e che si e’ adattato alle circostanze della storia ebraica in quel momento.

Secondo Gli Ortodossi, il proprio stile di vita e’ dettato dai precetti della Halacha, considerato.

Il volere del creatore dalle autorità’ riconosciute.

Secondo L’ebraismo Liberale, lo stile di vita e’ dettato dai requisiti etici e i rituali tradizionali presenti nel contesto del vivere attuale e secondo la ragione umana.

La Halacha crea i confini entro i quali lo stile di vita Ebraico e l’identità ortodossa vengono affermate attraverso la partecipazione in communita’ obbligate.

La tradizione Ebraica stabilisce i confini dello stile di vita ebraico e l’identità Reform attraverso la partecipazione in communita’ che portano un significato.

Mazaltov ai fratelli Catucci!

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Buongiorno gentili Signore e signori,
è con grande piacere che vi do il benvenuto ai Bar Mitzvahs di Gad, David e Aryè Catucci, con un benvenuto speciale ai parenti della famiglia Catucci, a Nonna Luigina, la mamma di Roberto, che ha fatto un lungo
viaggio per partecipare alla gioia dei suoi nipoti, a Nonna Angela, madre di Rachele, a Corrado, zio dei
ragazzi, e a sua figlia Alessia.
Mi ricordo un Shabbat di circa 5 anni fa quando ho incontrato la famiglia Catucci per la prima volta. Venne da me un signore distinto, seguito da 3 bambini timidi e ben vestiti. Dopo le presentazioni si sedettero a pregare con noi. Da quel giorno non ricordo servizio o evento al quale la famiglia Catucci non abbia partecipato. Dopo un anno circa, Roberto e la sua adorabile moglie Rachele espressero il desiderio di convertirsi al Giudaismo. Dopo un anno di studi intensi con il nostro rabbino Leigh Lerner, nel 2015 tutti i componenti della famiglia Catucci si recarono a Firenze, dove furono convertiti dal Beit Din. Ricordo le lacrime di gioia di Rachele per aver visto finalmente realizzato quello che aveva a lungo desiderato.
La famiglia Catucci è un esempio per tutti noi. Roberto e Rachele sono membri di spicco della Comunità Ebraica e siamo orgogliosi di averli nella nostra famiglia di Beth Shalom. I loro figli hanno un comportamento inappuntabile e sono tra i ragazzi più gentili e collaborativi che io abbia mai incontrato.
Lasciatemi allora dire, cari Gad, David e Aryè, che la giornata di oggi non è solo quella dei vostri Bar Mitzvahs, ma anche la giornata della vostra famiglia, degli amici e della comunità. E’ quella dei loro sogni e delle loro speranze. E’ quella delle tradizioni e dei valori che si tramandano negli anni, tradizioni e valori ai quali oggi vi unite, in questo tempio luogo di riti e preghiere. E’ la vostra occasione di essere attorniati dalla felicità della vostra famiglia, degli amici e della comunità. Siamo tutti qui per testimoniare e celebrare questo evento con voi, che rappresentate la nostra fede in D-o, le nostre speranze e i nostri sogni. Voi siete la promessa. Vi guardiamo abbracciare la Torah, la pietra d’angolo della nostra fede, con gioia e conforto, sapendo che lotterete per vivere con i valori che essa ci insegna.
Noi di Beth Shalom vi abbiamo visti crescere da bambini a giovani uomini sotto la devota guida spirituale Rabbi Whiman, che vi ha infuso l’amore per l’Ebraismo, preparandovi instancabilmente al vostro grande giorno, senza perdere mai il suo delizioso senso dell’umorismo.
Vi ricordo da bambini, sempre con il sorriso e potrei aggiungere con baci per tutti, aiutarmi a distribuire libri, vino e “challot”. Oggi, secondo la legge ebraica, lasciate la fanciullezza per diventare uomini, non più bambini quindi, ma giovani adulti. Siate sempre benedetti e possiate voi crescere sempre più forti.
Mazaltov e L’Chaim!